IDM: l'Arte per raccontare il successo di un territorio | P.R.C. Srl

IDM: l’Arte per raccontare il successo di un territorio

IDM: l’Arte per raccontare il successo di un territorio

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L’impressione percepita subito all’ingresso della Dream Factory Gallery in Corso Garibaldi 117 è quella di un ambiente al contempo familiare e curatissimo, come una vera e propria casa-museo. La location, arredata con un gusto fuori dal comune, è perfetta per ospitare l’esposizione organizzata da Blum per IDM Südtirol – Alto Adige.

IDM Alto Adige, il cui acronimo sta per Innovation, Developement e Marketing è il “facilitatore dello sviluppo economico in Alto Adige” – si legge sul sito ufficiale della società. “In IDM forniamo servizi con l’obiettivo di favorire uno sviluppo sostenibile dell’economia locale e aumentare di conseguenza la competitività delle aziende altoatesine”: l’azienda si pone quindi come una sorta di “ponte” fra le realtà di successo e i talenti altoatesini e il resto dell’Italia e del globo, mostrando un biglietto da visita eccezionale per attrarre i “migliori cervelli da tutto il mondo”.

IDM Südtirol-Alto Adige: le Artiste

La mostra si articola in due percorsi differenti che si compenetrano e influenzano: Talents“Come and Take a piece of us” firmata dalle artiste Tarin Gartner e Malou Reedorf, entrambe con due storie singolari alle spalle. Malou è danese, figlia d’arte di due importanti fotografi ha un approccio all’arte molto precoce che la porta a vincere premi per le sue fotografie già da ragazzina. Globetrotter per diversi anni, si è fermata da qualche tempo in Alto Adige dove si occupa di Talent Attraction Management per IDM Südtirol – Alto Adige e, naturalmente, continua a fotografare. Tarin è nata a Gerusalemme e con la sua arte, fatta di fotografie, disegni, sculture e installazioni, si è messa a nudo, raccontando conflitti interni ed esterni, a partire dal più cruento, discusso e irrisolto, quello israelo-palestinese. “Il fine ultimo di tutta la mia arte è di avvicinare le persone” – spiega l’artista, perché l’arte genera sempre un cambiamento ed è il collante migliore per riunire ciò che prima era diviso, sconosciuto, assente. Ciò che racconta attraverso le sue opere è l’importanza del legame con le proprie origini e, al tempo stesso, la ricerca continua della libertà, fra autobiografia e storia collettiva.

La mostra: due percorsi distinti e intrecciati

Accomunate dall’amore per l’arte e per l’Alto Adige, terra che le ha accolte e che ne ha valorizzato i rispettivi talenti, Gartner e Reedordf hanno unito le forze artistiche per la mostra-evento che dà voce a chi è altoatesino per nascita e a chi lo è diventato nel tempo.  Il primo percorso –  Talents – racconta otto talenti arrivati in Alto Adige: le loro storie sono descritte in un collage fotografico realizzato con la particolare tecnica della double exposure che intreccia assieme volti e paesaggi, frammenti di arredo urbano e attimi di vita in generale. Ogni immagine è accompagnata da una frase che esprime la passione che ogni singolo talento nutre per la terra che lo ospita.

Il secondo allestimento è invece costruito sulla metafora del dono. All’interno di cassette in legno per la frutta vengono incartati con della carta particolare creata con gli scarti delle mele, simbolo del cuore green della provincia, oggetti che centinaia di altoatesini hanno scelto per farsi conoscere da chi, in quella stessa terra, è invece arrivato. Il risultato è una sorta di “bucket list” altoatesina composta da messaggi, consigli, suggerimenti: un maso da visitare, una cantina da provare, una cima da scalare. E ogni visitatore dell’esposizione potrà poi portare con sé uno di questi doni, leggendolo come il regalo che gli “insider” fanno agli “outsider”.

Trentino Alto Adige: un territorio ricco di opportunità

Le artiste sono presenti al vernissage e ci tengono a spiegare parte del loro lavoro al pubblico presente che si mostra realmente coinvolto dall’esposizione nonostante il richiamo del delizioso cibo tipico altoatesino che il catering dispensa in una parte della sala. Giuseppe Salghetti Drioli, responsabile del dipartimento Investment Consulting & Promotion di IDM ci tiene a sottolineare la scelta di aver utilizzato l’arte come mezzo di promozione: “noi di IDM” – spiega – “crediamo nella forza comunicativa dell’arte, così come crediamo che la valorizzazione del territorio parta principalmente dalla valorizzazione delle persone che lo abitano”. Il talento “esterno” portato e coltivato da Tarin e Malou vuole essere un esempio e un invito per altri talenti, artistici e non, che hanno bisogno di uno spazio dinamico, aperto e flessibile in cui esprimersi. L’Alto Adige, con un PIL pro capite di 42.500 euro e un tasso di disoccupazione appena del 3,1%, si classifica decisamente come un luogo ricco di opportunità.

 

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